Sindrome Del Dolore-Oscura Indifferenza (recensione ep on line)

Pubblicato il da prettyvacant

 

 

I Sindrome Del Dolore fanno sempre ciò che non ti aspetti. Li avevamo lasciati nel 2012 alle prese con la pubblicazione dell'album "Specchi" (cd validissimo, recensito in precedenza su queste pagine e reso disponibile in download gratuito) e li ritroviamo oggi più in forma che mai con questo ep online, pubblicato su youtube un mesetto fa. Cinque brani, cinque regali per gli ascoltatori più affezionati, quelli per cui la band sannita è una valida, anche se non famosissima, realtà. Si parte subito con "Il Galeone", un remake acustico del celebre canto anarchico scritto da Belgrado Pedrini e messo in musica da Paola Nicolazzi, suonato in acustico dal combo beneventano. L'omaggio al pensiero libertario funziona e sarà sicuramente gradito dai fan della band.

Con il secondo brano tornano i Sindrome che conosciamo. "Tenebre" è il classico gothic-rock sporcato di sonorità metalliche cui la band ci aveva abituato, già con i precedenti lavori. Degni di nota il testo e l'assolo finale (in cui si sprigiona l'anima metallara della band, mai del tutto sopita). Chi ha amato i primi lavori della band (ricordiamo "Maschere") gradirà sicuramente questo brano, musicalmente il più completo dell'intero ep. In questa canzone ci sono tutti gli elementi che hanno contraddistinto i Sindrome fino ad oggi (il cantato dark-wave, le chitarre elettriche, le atmosfere buie, etc.).

Il terzo brano, un altro inedito, è "Quel che cerchi", una piacevole ballata acustica (si avvertono echi di Radiohead...) notturna, piovosa, oscura....Una messa in musica del tipico "mal de vivre" Sindromista. Una delicata chitarra acustica e un basso ipnotico accompagnano il cantato lugubre e malinconico del vocalist per un brano che aggiunge un altro bel tassello all'attività compositiva della rock band. Il brano successivo, "In tua assenza", è il momento più intenso e più intimista dell'ep. Qui, accompagnati dalla sola voce e chitarra del vocalist, ci godiamo una ballata nuda, cui non occorre altro. Nella melodia trascinante e oscura, nel bellissimo testo (che per una volta sembra abbandonare il tetro disincanto cui i Sindrome ci avevano abituati), nel cantato sofferto, c'è il cuore dell'ep in questione. Un ep che, come questo brano, sembra mettere a nudo la band, e mostrarci i suoi lati meno usuali, ma non certo meno interessanti. Il lavoro si chiude con la splendida dark wave di "Credimi", ottimo brano che se da un lato rimanda a certa new wave italiana anni 80 (chi ha detto Litfiba?) dall'altro sembra guardare anche a certo dandismo glam-rock. Teniamoceli stretti questi Sindrome del Dolore, soprattutto oggi che in Italia vanno di moda gruppi tutti uguali e perfettamente omologati alle mode (o anti-mode) imperanti.

M.B.

p.s.

La band ha aggiunto qualche mese dopo un ulteriore inedito. Il brano si chiama "Inverno" ed è un bel punk rock (genere da sempre caro alla band) venato di melodie dark e gotiche (uno di quei brani che vi scoprirete ad ascoltare e riascoltare). Pare che questo Ep sia il preludio ad un nuovo album della band alle prese con inediti e con alcune nuove versioni di queste canzoni.

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anarco grinder 12/23/2016 02:49

Che dire? I pezzi li ho ascoltati e spaccano di brutto ("In tua assenza" me la sento a ripetizione)..Se questo è un antipasto per il nuovo album non c'è che da aspettare...Un piccolo appunto per la redazione: avete recensito "Specchi" che era un grande album, avete recensito l'ep on line, ma non avete recensito "Maschere", che è un disco con cui sono cresciuto!

anarchynow 09/03/2016 13:50

Che gruppo incredibile i Sindrome del dolore! In Italia non ce li meritiamo.

Francesco 04/07/2016 11:33

sono d'accordo!