Pretty Vacant incontra Breakfast In The South

Pubblicato il da prettyvacant

Pretty Vacant incontra Breakfast In The South

Questa mattina abbiamo incontrato Daniele De Lorenzo, cantante e chitarrista dei Breakfast In The South, una nuova band che già ha avuto modo di farsi apprezzare dal pubblico in alcuni concerti, con la sua proposta fatta di cantautorato "jazzato" e lugubre, di melodie mediterranee e anima rock. Davanti ad un buon caffè abbiamo parlato un po' della sua musica....Buona lettura!

Ciao Daniele! Raccontaci un po' come sono nati i Breakfast In The South!

Siamo nati un anno e mezzo fa, spinti dalla mia volontà di creare qualcosa di totalmente scevro dalle logiche del mercato musicale.

Avete da poco tenuto un concerto a Benevento in cui siete stati molto apprezzati. A tal proposito, vorrei chiederti quanto conta la dimensione live in questo progetto...

Beh, per il momento è tutto visto che ancora non abbiamo registrato nulla! (ride...)

Per quando è prevista la prima uscita discografica dei Breakfast?

Credo che ormai sia questione di qualche mese...Il primo album che ho in mente sarà orientato ad un genere cantautorale con testi in inglese, oscuro e allo stesso tempo mediterraneo, con delle caratteristiche del jazz. Le influenze sono tante, da Paolo Conte alla Dark Wave degli anni 80...Ultimamente ascolto molto anche Rodrigo Amarante. In generale sono interessato a tutta la World Music e credo che questa mia passione si riverserà sicuramente nell'album.

La tua storia musicale non comincia certo oggi. Ce la racconti?

Ho cominciato a suonare il basso a 12 anni...Suonavo in cover band con cui proponevamo i classici dell'Hard Rock, con brani dei Deep Purple, Black Sabbath, Led Zeppelin....Sono stato tra i fondatori e ho suonato prima le tastiere per diversi anni, e poi il basso nei Sindrome Del Dolore, una band che credo avesse del potenziale internazionale, con dei grandi punti di forza e molto lontana dal provincialismo tipico di questa città. Sono stato bassista per alcuni anni nella Rua Catalana, con cui ho pubblicato degli album recensiti benissimo praticamente ovunque...Ricordo le splendide recensioni di Rockit e di Cometa Rossa...Poi ho suonato Blues, Indie Rock....E in ogni mia esperienza ho mantenuto la convinzione di voler restar fuori dalla venerazione verso il "dio della tecnica", un dio in cui non credo affatto. In genere sono sempre stato molto più interessato al dionisiaco che all'apollineo...

In che stato è la musica italiana?

Parafrasando un personaggio a me caro, Bruno Filippi, ti rispondo che è una carcassa imputridita dall'autoreferenzialità. E' impossibile non notare quanto a dominare siano le passioni tristi, la mancanza di volontà di cambiamento...C'è anche un grande conformismo, fatto di poche idee e innocue. Del resto è lo specchio di una società fondata sull'edonismo di massa.

Ok, siamo ai saluti!

Ringrazio tutto lo staff di Pretty Vacant e spero di rivedervi presto, magari per parlare dell'album!

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anarchynow 09/03/2016 13:48

Intervista interessante sono curioso di ascoltare qualcosa

anarchynow 09/03/2016 13:47

Gia che suonava nei Sindrome del Dolore merita il nostro rispetto! (A)N(a)rchynow