Billy Corgan e Mellon Collie: fantastici quegli anni (da rollingstonemagazine.it)

Pubblicato il da prettyvacant

"È davvero la fine di un'era", diceva Billy Corgan a Rolling Stone nel 1995, subito dopo la pubblicazione del doppio epico Mellon Collie and the Infinite Sadness. Sarebbe stato l'ultimo album fatto come "unità collettiva" dalla formazione originale degli Smashing Pumpkins, il che rese le parole del loro frontman ancora più profetiche.

Quasi vent'anni dopo la sua pubblicazione, i Pumpkins si preparano a pubblicare all'inizio di dicembre una edizione deluxe rimasterizzata dell'album, incluse ben 64 tracce bonus e un DVD dal vivo - si tratta di un massiccio progetto di ristampe che comprende tutti gli album della band e le b-sides fra gli anni 1991 e 2000. "Sotto molti punti di vista è bellissimo che si sia stati in grado di fare qualcosa così spettacolare a mo' di ultima dichiarazione di "solvibilità" fatta da una formazione, tutti insieme", ricorda Corgan. "Ma è tutto qui, è il massimo che si potesse ottenere da quelle quattro persone".

Quando è stata l'ultima volta che hai ascoltato per intero Mellon Collie?
"Abbastanza recentemente, perché ne dovevo approvare la versione rimasterizzata. Penso che ascoltare vecchi dischi mi riporti all'atmosfera di quello che provavo quando lo facevo, con chi era con me e com'era il posto in cui eravamo. Più di ogni altra cosa, è un ricordo "sensoriale". Se mi concentro poi inizio a ricordare aneddoti divertenti. Per esempio: avevamo una saletta prove che chiamavamo Pumpkinland e Flood, che co-produsse il disco, voleva registrare lì Mellon Collie, il che ci sorprese molto. Gli piaceva come suonavamo quando eravamo lì. Secondo lui lì saremmo stati più a nostro agio. Allora eravamo al lavoro lì, io e Alan Moulder (l'altro co-produttore) eravamo in un'altra stanza e a un certo punto esplode un tubo dell'acqua. All'improvviso si stava allagando tutto il piano. Intanto cercavamo di salvare strumentazione e attrezzature in qualche angolo che non fosse allagato. E noi eravamo lì che ridevamo, perché tutta la situazione era assurda, con litri e litri di acqua che uscivano da questo tubo, senza sapere quando avrebbe smesso. Quando ascolti ti vengono in mente questi ricordi buffi, cose minime".

Dopo il successo enorme di Siamese Dream avreste potuto muovervi in territori più sicuri, invece optaste per questa ondata scura che divenne Mellon Collie.
"Quello che mi sorprende, sì, è che un album molto cupo. E che un album così "dark" finì con l'avere così tanto successo. Il primo commento della gente era "è talmente deprimente", e all'epoca io pensavo "Eh, a me non sembra proprio". Ma anni dopo lo riascolto e penso, "Beh, in effetti ci sono dei toni molto cupi, e sono cupi anche gli argomenti". Una canzone come X.Y.U.oppure Tales of a Scorched Earth… quelle sono davvero cupe. E quel tono generale ebbe effetto sulle persone. La produzione è stata cruciale. Per esempio Cherub Rock è molto stratificata, con molte nuance, e per contro X.Y.U., che poi è la band dal vivo nello studio… Ci sono dei contrasti molto forti. Il fatto che fossimo artisticamente disponibili a passare da un estremo all'altro in un periodo di tempo così breve mi sorprende ancora oggi".

Che cosa intendevi quando ci dicesti, nel '95, che consideravi Mellon Collie "la fine di un'era"?
"Potremmo stare a discutere del fatto che sotto molti punti di vista fu l'ultimo album per quella formazione. Anche tornando a registrare insieme non ottenemmo mai più risultati di una qualche consistenza. Fu davvero l'ultima volta che lavorammo in maniera seria, noi quattro. E forse captai quel feeling; forse me ne resi conto e da lì nasce quella forma di disperazione, quasi, e il tentativo di cercare e ottenere il più possibile da quell'esperienza. All'epoca scrissi qualcosa come 50 canzoni, e intanto la registravamo. Come la ristampa dimostrerà, c'è tanto di quel materiale interessante, cose che dimostrano in maniera evidente i passaggi creativi di una parte del lavoro che facemmo. Sì, probabilmente dissi così perché sarebbe stato l'ultimo album. Ci sono stati altri dischi, registrati successivamente, che hanno fatto i conti con quanto rimaneva di quell'esperienza. In un certo senso Oceania è il primo album nuovo, se capisci quello che intendo. E tutto quello che viene prima è quello che è successo fra questo momento e il naufragio di allora".

Avevi la sensazione che la formazione originale stesse andando a pezzi?
"Quando parli con qualcuno che si è sposato di solito ti dicono "Non sapevo cosa fosse l'esperienza del matrimonio fin quando non mi sono sposato". E se hai mai parlato a qualcuno che ha perso un genitore, spesso escono con frasi come "Non sapevo cosa si provava a perdere un genitore finché non è successo a me". Perché proprio non puoi immaginare a priori quel tipo di sensazione. Bene, quando sei in una band e sei insieme tutto quel tempo, e si viaggia a una velocità di quel tipo non puoi davvero sapere cosa significhi disintegrarsi finché non comincia a succederti. Magari a livello teorico pensi di saperlo, e invece no. Perché non capisci tutte le conseguenze. Quando Jimmy lasciò la band non capimmo davvero tutte le ramificazioni che quell'azione avrebbe avuto sul nostro modo di funzionare gli uni con gli altri. Non capimmo subito come avrebbe impattato sulle nostre esibizioni dal vivo. Ora a me sembra evidente che saremmo andati a sbattere contro una scogliera, per così dire - i segnali c'erano ed erano tanti. Ma a voler ben vedere, è meraviglioso che siamo riusciti a fare qualcosa di così spettacolare a mo' di ultima dichiarazione di 'solvibilità' fatta da una formazione, tutti insieme. Ma è tutto qui, è il massimo che si potesse ottenere da quelle quattro persone".

In qualche modo hai esitato per un po' a far circolare il materiale di quel periodo.
"Però devi immaginare le dinamiche che esistono oggi, nel 2012. C'è una base forte tra i fan che è legata a un'epoca particolare, ed è una cosa che non cambierà mai. Anche se facessi il miglior album della mia carriera adesso, sono quelli gli album ai quali sono legati: Gish, Siamese Dream, Mellon Collie, Adore. Non riuscirai a sostituirli. Ecco la dinamica di cui parlavo. La verità è che ogni giorno suono davanti a ragazzi giovani cui non interessa molto del passato. Vogliono musica per la loro generazione, per questo momento che stanno vivendo. Ecco perché amano Oceania, perché ha un legame con loro in questo momento. E il fatto che i Pumpkins abbiano in passato è una specie di stranezza per loro. Certo, conoscono alcune vecchie canzoni. Quando il pubblico è molto giovane, se suoniamo By Starlight, notiamo che non la conoscono. In qualche modo questo sta a dimostrare che la forbice generazionale è molto più ampia di quanto si pensi".

Nel 1995 dicevi che il futuro della musica rock era "squallido". Che ne pensi ora?
"Che cosa strana, davvero non lo so. Sopra a ogni altra valutazione, mi sembra che abbia perso quel qualcosa di "progressive" che aveva sempre avuto rispetto alla musica mainstream. Certo, ci sono tante realtà progressive nel metal o nel rock del panorama underground, una scena che ha una sua vitalità ed è giusto che sia così. Ma sembra davvero che abbia perso la sua… spinta propulsiva. Gli anni del grunge sono stati davvero gli ultimi durante i quali c'era un grande gruppo di persone in grado di mettere in moto una "carica". Non riesco a pensare a un altro periodo recente con lo stesso senso costante che qualcosa di importante stesse accadendo. Alla fine dei '90 c'erano Limp Bizkit e Korn, e alcune delle loro cose sono veramente ottime. Ma (il grunge,ndri) è davvero parso l'ultimo momento in cui stava succedendo qualcosa di più grande della musica. Il rock nella cultura mainstream ha perso il suo incantesimo. Forse è qualcosa che ha a che fare con la possibilità di incidere un album su un portatile. Forse invece ha a che fare con il pubblico, al quale non interessa più che le band salgano in classifica".

Mellon Collie debuttò al numero uno in America, una cosa rara per un doppio album.
"Mentre lo facevamo pensavamo 'Dobbiamo andare in radio, dobbiamo essere su MTV', ma non fu un tipo di obiettivo che ci cambiò le idee fino a portarci a modificare il nostro suono. La produzione di un pezzo come Bullet With Butterfly Wings è così cupa che tuttora non riesco a capire come abbia fatto a diventare un successo. Cercavamo di arrivare al pubblico come i Motley Crue facevano negli anni '80. La cosa non ci faceva paura, non ci siamo tirati indietro, non abbiamo fatto giochetti strani… Penso che forse sia anche questo a essere diverso: c'era quest'idea che la gente si potesse prendere dei rischi. Forse nel momento in cui le persone vedono che le cose troppo d'avanguardia non riescono comunque ad arrivare al grande pubblico allora si dicono 'Ma chi cazzo me lo fa fare?'. Noi siamo stati fortunati a cercare quel suono così scuro e a sfangarla, in un certo senso. Non penso che se portassi una canzone come Bullet With Butterfly Wings oggi a una casa discografica mi direbbero 'Favolosa! Mettiamola in radio'. Penserebbero che è strana. La vorrebbero alleggerire, oppure sovraprodurla. Immagini cosa sarebbe una canzone così, oggi? Ci starebbe un intermezzo di un DJ dentro".

Pensi che Mellon Collie regga ancora bene dopo 17 anni?
"Assolutamente, è ancora in ottima salute. Penso sia essenzialmente merito della scrittura. Ci sono delle belle canzoni dentro. Ci sono anche delle canzoni che, ascoltate ora, mi fanno pensare 'Eh, se l'avessi scritta oggi probabilmente l'avrei tolta dal disco'. Non ho mai pensato fosse un album perfetto, ma è… perfettamente imperfetto. Abbiamo fermato lo spirito di quegli anni, più che preoccuparci di fare un disco perfetto. Avremmo potuto: il budget ce lo avrebbero messo a disposizione. Ma volevamo acchiappare qualcosa che sentivamo e vedevamo. In quel senso allora va benissimo così. Ha la stessa perfezione che ha Dark Side of the Moon rispetto alla sua epoca. Era una generazione incasinata in un momento incasinato. E col senno di poi ora ci sembra ancora più incasinata. Mellon Collie è strano perché è un mix di nichilismo, sentimentalismo e una grande speranza. Ma la generazione di quel momento era così".

In cosa erano diversi gli Smashing Pumpkins?
"Noi davvero credevamo nella speranza. Davvero pensavamo di stare cambiando le cose, e pensavamo che certe cose potessero essere cambiate. Non penso sia qualcosa che si possa ricreare. Solo pochi anni dopo cominciammo ad avere problemi e tutto quell'ottimismo e quella speranza andarono a farsi benedire".

Vedi lo stesso senso di speranza nel pubblico del vostro tour per Oceania?
"Qualcosa sta succedendo. Ho suonato tanti di quei concerti che sento quando l'umore è buono, quando è cattivo e quando invece non si va da nessuna parte. Ma di sicuro ora è in crescita. La gente è di nuovo eccitata dalla band. Oceania è un vero punto di svolta. Un disco come Mellon Collie mi diede la sicurezza di poter fare ciò che volevo, e che a farlo molto bene ci sarebbe stato un pubblico interessato. Queste cose che ho imparato si ritrovano qui e ora. Poter abbracciare 24 anni di musica… è davvero divertente. Solo ieri ho suonato pezzi che spaziavano dal 1988 al 2012… Che cosa folle".

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