Giorgio Gaber-La mia generazione ha perso

Pubblicato il da prettyvacant

Copertina di Giorgio Gaber La mia generazione ha perso

 

 

"La mia generazione ha perso" è un album molto particolare. Ascoltarlo è come leggere un buon libro di filosofia.

Dodici brani, alcuni inediti altri già noti, che hanno come tema centrale la malinconia di fondo di chi ha provato a cambiare il mondo ed ora, sconfitto dal conformismo, dalla mediocrità e dal potere (qualsiasi esso sia), si ferma a ragionare. E lo fa con amarezza ma anche con ironia, con orgoglio e con un pizzico di nostalgia. E da questa analisi spietata non si salva quasi nessuno. E' ovvio che il notevole lavoro sui testi di Gaber e Luporini è la principale attrattiva del disco, ma bisogna dire che i brani sono molto validi anche dal punto di vista musicale, con arrangiamenti curatissimi e originali. 

Spiccano per la loro bellezza "Il Conformista", spietato ritratto di una figura oggi assolutamente presente, "Si può", sarcastico elenco delle varie libertà "obbligatorie" di cui possiamo usufruire (senza avere però la libertà di pensare), "La razza in estinzione", con il verso che dà il titolo all'album, la storica "Destra-Sinistra", "L' obeso", "Il potere dei più buoni" e la bellissima "Qualcuno era comunista", dove il Signor G ci racconta cosa è stato il comunismo per molte persone e cosa ha significato per loro la fine di quell'esperienza:

 

Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici".


E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.


Due miserie in un corpo solo.

(Giorgio Gaber-Qualcuno era comunista)

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