Jeff Buckley-Grace

Pubblicato il da prettyvacant

 

 

Jeff Buckley non era di questo mondo. Così lontano dalle mode, da qualsiasi tipo di moda, così indifferente al music business, ma di un'indifferenza vera, non di quella costruita a tavolino per qualche band "ribelle per moda ribelle per niente". Dieci canzone che narrano del dolore, in forma rock o soul poco importa, la sua voce incredibile renderebbe oro qualsiasi cosa. Figuriamoci allora cosa è capace di fare con "Hallelujah" di Leonard Cohen. La chitarra di Gary Lucas asseconda la voce, e voce e chitarra finiscono per cullarsi a vicenda. Dalla bellissima "Mojo Pin" all'ipnotica "Dream Brother" finale il disco lascia quasi increduli di fronte a tanta bellezza musicale. Un disco di altissimo livello, anche nei testi, che senza timore scavano nel dolore, nella solitudine, nella morte. Una morte assurda che l'ha portato via giovanissimo; ma del resto lui in "Grace" l'aveva cantato:
"Ecco che viene la mia ora, non ho paura di morire"

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