Intervista a Jonathan Davis (da rollingstonemagazine.it)

Pubblicato il da prettyvacant

 

Jonathan Davis dei KoЯn, Foto Arianna CArotta

 

Lo abbiamo raggiunto poche ore prima di salire sul palco dell’Alfa Romeo City Sound. Lui,  Jonathan Davis, frontman dei KoЯn, ha accettato di scambiare quattro chiacchiere con noi. Del nuovo album in lavorazione, dei suoi lavori in parallelo…

Jonathan, cosa dobbiamo aspettarci dal vostro nuovo lavoro? Lo avete pianificato o sta nascendo tutto strada facendo?
“La band ha iniziato a scrivere a luglio, ma io non mi sono presentato in studio fino a marzo. Stavo attraversando un momento davvero di merda, quindi gli altri hanno iniziato a scrivere e, quando mi sono ripreso, abbiamo cominciato a rivedere i brani e decidere su quali canzoni lavorare. Io però me ne sono andato un’altra volta e loro le hanno registrare tutte. A quel punto sono tornato e mi sono letteralmente trasferito nello studio per circa tre mesi con due dei miei tre figli, quelli che attualmente vivono con me. Dovevo esserci 24 ore su 24, tutti i giorni… mia moglie non era contenta ma sentivo di doverlo fare. Nei weekend le riportavo i ragazzi a casa.
Di sicuro è stato per noi un modo di comporre nuovo diverso. Volevamo solo scrivere la nostra musica, inserire un po’ di elettronica, aggiungere elementi di questo tipo”.

A proposito di diversi generi musicali, negli anni ’90 eravate considerati un fenomeno nel panorama della musica alternativa, prima dell’esplosione del nu-metal. Oggi?
“Mi piace il fatto che noi non abbiamo paura di fare cose del genere… alcuni hanno timore a lasciare quello che hanno sempre fatto… ma… fa schifo rifare lo stesso disco sempre uguale! Questo è stato il nostro undicesimo album e, cazzo, non voglio ripetere lo stesso disco undici volte, perciò cambio e ascolto cose nuove. Sono sempre stato un fan della musica elettronica, sono fiero di quello che faccio e dell’incorporare anche quel genere”.

Head è tornato con voi dopo otto anni: com’è riaverlo nella band?
“È fantastico, mi è mancato tantissimo. Si è presentato al Rebellion Festival in Carolina e abbiamo suonato Blind insieme, e quando abbiamo finito, stavamo tutti piangendo, anche i fan… e penso che questo lo abbia molto colpito e che si sia reso conto che era…”.

Parte del gruppo!
“Sì. Lui è il più divertente di noi, è veramente divertente, cazzo!”.

 

A proposito di festival: avete recentemente suonato al Download, uno dei più grandi d’Europa. Vi sentite ancora emozionati a esibirvi davanti a un pubblico così vasto?
“Sì, quando suoniamo là è sempre incredibile, sempre nuovo e diverso. Vedere un sacco di gente che è lì per ascoltarci ci fa sentire bene, è un tipo diverso di show”.

In che senso? Il pubblico cambia a seconda dei luoghi dove suonate?
“Dipende da dove siamo, le persone che ci vedono per la prima volta pensano: ‘che cavolo è sta roba…’! Comunque ci si sente bene perché vengono sempre in tanti”.

 

 

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