25 Ottobre 2021
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E' passato quasi un anno dalla morte di Daria Nicolodi, attrice e sceneggiatrice italiana, personaggio amatissimo dai cultori del "dark", protagonista di film cult e capolavori del thriller/horror nostrano.
Nata a Firenze, Daria si trasferì quasi ventenne a Roma, dove ebbe una relazione con lo scultore Mario Ceroli. I due ebbero anche una figlia, Anna, purtroppo scomparsa giovanissima per un incidente in motorino (la sorella Asia le dedicherà nel 2000 la pellicola "Scarlet Diva").
Il suo esordio al cinema avvenne con due film molto importanti: "La proprietà non è più un furto" del bravissimo Elio Petri con grandi attori come Ugo Tognazzi, Gigi Proietti e Flavio Bucci, e "Salomè" di Carmelo Bene, violento stravolgimento dell'omonima opera di Oscar Wilde. Nel 1974 conobbe Dario Argento, cui si legò sentimentalmente, durante i casting per "Profondo Rosso". Il film segnerà per sempre la storia del cinema thriller/horror italiano e la carriera di Daria e del regista romano.
I terrificanti effetti speciali di Carlo Rambaldi, e la musica dei Goblin faranno da cornice ad un'opera distrutta dalla critica ("L'Unità" parlerà di "film indescrivibile e inenarrabile, tant'è vacuo: un cruciverba a sensazione senza movente né esito.
Questo solo presunto emulo di Hitchcock, massaggia stavolta lo spettatore con il fittizio e l'incongruo per condurlo, quasi ammanettato, in un interminabile, fosco tunnel di Luna Park" e di "dialoghi insulsi", mentre Leo Pestelli del giornale "La Stampa" scriverà "fa sospettare un'ispirazione stanca, convertita in ricetta"), che comunque elogerà l'interpretazione della Nicolodi, ma amatissimo dal pubblico per il suo stile barocco e visionario, per gli elementi di parapsicologia inseriti nel racconto e per l'incredibile violenza di molte scene.
Per il successivo "Suspiria" Daria fu sceneggiatrice ed autrice del soggetto, mentre il ruolo di protagonista andò a Jessica Harper scelta da Dario Argento per il suo volto particolare ed i suoi occhi da Manga giapponese.
L'apporto al film dell'attrice fiorentina fu comunque notevole. Oltre a lavorare al soggetto e alla sceneggiatura, e ad interpretare un cameo iniziale, infatti, doppiò una delle attrici, e scrisse l'intera scena finale, ispirata ad un sogno che aveva fatto. Il film è il primo capitolo della trilogia delle tre madri, che ebbe due sequel, Inferno (1980) e La terza madre (2007), ed è considerato, insieme a Profondo Rosso, il capolavoro assoluto di Dario Argento.
Nel 1977 interpretò l'horror psicologico "Shock", con la regia del grande Mario Bava e del figlio Lamberto. Il film resta un gioiellino, pur realizzato con un budget non altissimo, e l'interpretazione di Daria Nicolodi (che conserverà di Mario Bava un ricordo sempre molto positivo) fu di ottimo livello.
Tornò alla sceneggiatura per "Inferno" di Dario Argento, per cui interpretò Elise Du Longvalle Adler, e convinse Mario Bava (non accreditato) ad assistere Dario alla regia e a realizzare alcuni effetti visivi. Per il marito regista recitò ancora in "Tenebre", il ritorno al giallo di Dario, ispirato da uno spiacevole incidente accadutogli nel 1980 quando venne molestato da un fan ossessivo che lo perseguitava telefonandogli di continuo, "Phenomena" (con Jennifer Connelly), e "Opera". Il 19 giugno 1985 venne arrestata insieme al compagno per il possesso di 23 grammi di hashish e incarcerata a Rebibbia. Fu poi assolta in quanto si trattava di consumo personale e non di spaccio. Ormai vera regina dell'horror italiano e "dark lady" per eccellenza, dotata di un talento indiscutibile e di un volto "da cinema", partecipò ad horror per altri autori (tra cui il curioso "Paganini Horror" con la regia di Luigi Cozzi) e ad alcuni film d'autore come "Maccheroni" di Ettore Scola, e "La fine è nota" di Cristina Comencini. Colpita dal grave lutto per la perdita della figlia Anna ridusse notevolmente le sue apparizioni, partecipando comunque a dei cameo per i film della figlia Asia, o dell'ex marito (in "La terza madre"). Nel 2009 partecipò a un episodio alla serie televisiva "Il mostro di Firenze" prodotta da Sky Italia. Colpita da una grave ischemia il 12 agosto 2020, purtroppo Daria non si riprese più, e ci ha lasciati il 26 novembre dell'anno scorso, all'età di 70 anni.
Non amava parlare con la stampa, e in una delle poche interviste concesse a "La Nazione" dichiarò: "Interviste? Ne ho date nove in tutta la mia vita. Sono una che non si mette in mostra: "garbeggio", faccio come la Garbo, mi nascondo un po'."