12 Gennaio 2012
Era il 1982 quando i Virgin Prunes partorirono "If I die, I die", un album che secondo me merita ampiamente di non essere dimenticato. L'introduzione all'incubo dei Virgin Prunes avviene con l'orientaleggiante "Ulakanakulot", e già da questo brano si capisce che i Virgin Prunes hanno un suono personalissimo, miscelando ritmi tribali, atmosfere dark/glam e cantato punk. La successiva "Decline and Fall" è la parte cantata di "Ulakanakulot" dove scopriamo la bellissima e lugubre voce di Gavin Friday. La terza traccia "SweetHome Under White Clouds" è un brano lento e ipnotico con le voci sguaiate di Guggi e Gavin a farla da padrone. "Bau-Dachöng" è una danza triste, disillusa, con il basso di Strongman sempre in primo piano, la voce di Gavin che dichiara "If I die, I die!" (dando il titolo all'album) e la chitarra di Dik che ci accompagna in questo oscuro viaggio, duettando con le percussioni di Mary.